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LE FARMACIE ITALIANE: UNA STORIA DA RACCONTARE!

Le prime testimonianze relative ad attività del genere di quelle che oggi chiamiamo “farmacie” pare risalgano agli “arabi”

“Eglino (gli Arabi ndr) scuoprirono molti chimici preparati ed introdussero nella pratica nuove medicine di cui talune si usano anche ai dì nostri. Eglino istituirono nell’VIII secolo la prima farmacia in Bagdad e ridussero l’arte in scienza sussistente da per se. Furono pure gli arabi quelli che introdussero i primi legali dispensatori” (in Farmacopea Universale ossia Prospetto delle Farmacopee di Antoine Jacques Louis Jourdan a cura di G.B. Sembenini, Veneta Edizioni, 1851).

Ma è in Italia che le Farmacie acquisiscono un ruolo storico, sociale, culturale che possiamo far risalire a Federico II, il poliedrico, coltissimo ed affascinante imperatore del Sacro Romano Impero,  protettore di artisti e studiosi che come è noto diede vita ad una corte in cui convivevano lingua e cultura greca, latina, germanica, araba ed ebraica. Forse non tutti sanno che è stato proprio il “Puer Apuliae” a definire la professione dello “speziale” (parola che viene dal latino spĕcĭēs, speciei e vuol dire cosa speciale, rarità, spezia appunto) distinguendola da quella del medico. Nelle Costituzioni di Melfi (1231) troviamo sanciti una serie di principi che ancora oggi sono i cardini della professione del “farmacista” : l’obbligo di giuramento, il rispetto di una distanza minima tra una bottega e l’altra, la copertura del territorio, il divieto di associarsi ai medici, il controllo sulla preparazione scientifica, e la pena capitale per quanti avessero abusato della professione dispensando sostanze in grado di far perdere conoscenza, il tutto sottoposto a severissimi controlli degli ispettori imperiali .

La farmacia ha una storia che merita di essere raccontata. SCUOLE IN FARMACIA vuole contribuire a preservare questa storia trasferendola nelle Scuole Italiane.